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Sintassi

  • Bello è meglio di brutto
  • Esplicito è meglio di implicito
  • Semplice è meglio di complesso
  • Complesso è meglio di complicato
  • La leggibilità è importante

Questi cinque principi, presi da Lo Zen di Python, fanno capire quanto in Python la forma sia importante tanto quanto la sintassi.

In Python ogni comando si scrive su una singola riga e non necessita di particolari caratteri di termine (altri linguaggi necessitano, per esempio, di ;). Se si vogliono scrivere più comandi sulla stessa riga è possibile dividerli utilizzando il ;, ma non farlo.

Identificatori

I nomi utilizzati per identificare variabili, funzioni, classi e moduli devono iniziare con una lettera o con un trattino basso _, può poi contenere lettere, cifre e caratteri di sottolineatura. Python è un linguaggio di programmazione case sensitive, cioé i caratteri maiuscoli e quelli minuscoli sono considerati come se fossere due lettere differenti. Quindi nome e Nome sono considerate due variabili differenti.

Ci sono delle convenzioni relative alla denominazione degli identificatori di Python:

  • I nomi delle classi iniziano con una lettera maiuscola, tutti gli altri identificatori iniziano con una lettera minuscola
  • Un identificatore che inizi con un trattino basso indica che si tratta di un identificatore privato
  • Un identificatore che inizi con due trattini bassi indica che si tratta di un identificatore fortemente privato
  • Se l’identificatore inizia e finisce con due trattini bassi allora è un nome speciale definito nel linguaggio.

Indentazione

In Python la forma è così importante che per delimitare i blocchi di codice, al posto di utilizzare negli altri linguaggi le parentesi, si utilizza l’indentazione.

L’indentazione è l’inserimento di spazi vuoti all’inizio di una riga, normalmente si utilizza per far capire, a chi legge un programma, che certe parti di codice fanno riferimento ad un ciclo (for, while) o ad un controllo condizionale (if/else).

Questo è un esempio di funzione in C:

int fattoriale(int x) {
    if (x == 0) {
        return(1);                   
    } else {
        return(x * fattoriale(x-1));
    }
 }

La stessa funzione in Python:

def fattoriale(x):
    if x == 0:
        return 1
    else:
        return x * fattoriale(x-1)

Sbagliare l’indentazione genera un IndentationError, le linee guida indicano che l’indentazione va fatta utilizzando 4 spazi, non tabulature.

Istruzioni multilinea

L’interprete considera ogni riga come un’istruzione intera, è possibile tuttavia usare il carattere \ per indicare che l’istruzione continua anche sulla linea successiva.

Questo:

totale = primo + secondo + terzo

Può anche essere scritto così:

totale = primo + \
         secondo + \
         terzo

Le istruzioni contenute nelle parentesi [], {} o () non necessitano del carattere \ per continuare sulle righe successive:

frutta = ['Arancia', 'Pesca', 'Ananas',
        'Fragole', 'Albicocca']

Virgolette

Le virgolette, o apici, servono per definire stringhe di caratteri. Python accetta indistintamente virgolette singole (‘), doppie (“), basta che si utilizzino le stesse per l’inizio e la fine della stringa. Inoltre le virgolette triple (‘’’ o “””) vengono utilizzate per definire una stringa su più righe.

parola = 'gatto'
frase = "Questa è una frase."
paragrafo = """ Questo è un paragrafo
composto da più righe e frasi."""

Commenti e documentazione

I commenti all’interno del codice, parti testuali descrittive che vengono ignorate dall’interprete, sono molto utili e si scrivono facendoli precedere da #.

I commenti vanno scritti su allo stesso livello di indentazione del codice che si sta commentando. È meglio evitare i commenti sulla stessa linea del codice.

#! /usr/bin/python3

import os

# Qui assegno un nome a una variabile
mia_var="pippo"

È possibile scrivere documentazione, più lunga di una singola riga di commento, scrivendo il testo racchiuso tra """.

#! /usr/bin/python3

def mia_funzione(*args)
    """ Questa funzione restituisce ...
        Gli argomenti ...   
    """

Moduli e importazione

Un modulo è un file Python contenente definizioni di variabili, funzioni e classi, che possono essere importati in altri programmi.

Ci sono due distinti modi, e sintassi, per importa i moduli, il primo, import module permette di importare un intero modulo.

>>> import math
>>> math.pow(2,10)
1024.0

Il secondo permette di importare da un modulo solo alcune determinate definizioni:

>>> from math import pow, log
>>> pow(2,10)
1024.0

è inoltre possibile “rinominare” un modulo o una definizione importata in questo modo:

>>> import math as m
>>> m.pow(2,10)
1024.0
>>> from math import pow as potenza
>>> potenza(2,10)
1024.0

I moduli sono oggetti, ognuno ha un attributo built-in __name__ il cui contenuto dipende da come state utilizzando il modulo.

  • Se si importa un modulo, allora __name__ sarà il nome del file senza l’estensione .py.
  • Se eseguite il modulo come un programma indipendente, __name__ avrà il valore default speciale __main__.

Stile di imporazione

Le importazioni dei moduli dovrebbero essere all’inizio del file e suddivise su più righe, un import distinto per ogni modulo. Dovrebbero anche essere importante seguendo l’ordine: librerie standard, importazioni da terzi e infine applicazioni locali.

Convenzioni nella scrittura del codice

Esistono delle linee guida per la scrittura del Codice python definite nel PEP 8 - Style Guide for Python Code.